Quando:

3 Giugno 2019

Dove:

Officina del Gusto - Mestre

Chi c'era:

Marcello D., Carlo R., Paolo C., Adriana V., Giovanni M., Enrico V. con Elena, Marco C., Alvise Pagan., Francesco F., Giordano V., FVM
Assenti (diversamente) giustificati Marina D., Lorenzo C., Federico O.

Di cosa si è parlato / Cosa si è deciso:

Fitta discussione sugli esiti elettorali provando a inquadrare le analisi a partire dallo scenario europeo e poi nazionale.

C’erano in background un paio di articoli che erano girati sul Blog 7Luglio che aiutavano a tenere un filo conduttore.

Un giudizio sostanzialmente unanime sulla debolezza europea dei sovranisti/nazionalisti a differenza dell’esito nazionale in cui è prevalso un orientamento di tutt’altra qualità. Con le criticità che sono emerse anche da una lettura obiettiva del risultato PD.

Le ricadute sulla Città in vista delle prossime amministrative 2020. Con lo scenario che si articola a seconda che si saldi un fronte Fuxia/Lega piuttosto che una presenza separata e contrapposta.

Il dibattito si è sostanzialmente incentrato su questo considerato che per il PD l’obiettivo dovrebbe essere quello di raggiungere il ballottaggio. Con un investimento su una classe politica rinnovata e profondamente ringiovanita.

Con un programma da mettere a disposizione dell’articolato e contraddittorio mondo delle associazioni per provare a trovare un denominatore comune.

I capisaldi, da declinare poi in proposte più articolate, dovrebbero essere: TURISMO, CULTURA, INFRASTRUTTURE.

Il programma “VENEZIA 2030” patrimonio del Gruppo dovrebbe essere aggiornato e prodotto anche in una versione light da mettere poi comunque a disposizione del confronto collettivo sui molti tavoli che si potrebbero andare ad aprire.

Discussione piena di spunti, alcune criticità, molta positività ma anche un contributo che inizialmente è sembrato a tutti frustrante di Giovanni M.

Che però poi si è preso la briga di chiarire il suo pensiero con una mail di cui alleghiamo il testo.

Miei cari 7 luglio,

volevo intanto fare ammenda se ieri sera sono stato un po’ ruvido nelle mie osservazioni.

Non è mia intenzione nè deprimere né sottovalutare il lavoro prezioso che abbiamo fatto in questi anni.

Il mio sfogo nasceva da una constatazione; siamo nati nel 2015, subito dopo le elezioni, partendo dall’assunto che le elezioni non erano andate come volevamo, non solo e non tanto perché avevamo perso, ma perché la nostra voce (che chiamerò per semplicità “progressista”) era stata schiacciata da Brugnaro e Casson, due candidati in cui non ci riconoscevamo.

Il nostro progetto, quindi, era quello di ripristinare questa voce, farla ritornare “concorrenziale” nel campo politico per il 2020. È una voce in cui credo profondamente, che ha tutte le chance per cambiare Venezia. Mi sembra che abbiamo identificato anche ieri i nodi fondamentali; rilanciare investimenti alternativi al turismo, avere attenzione ai servizi e alla qualità della vita, avere cioè la capacità di tenere insieme il piccolo del quotidiano e il grande di un nuovo paradigma di città.

Il nostro corredo ideale resta intatto, il nostro manifesto Venezia 2030 resta valido, ma mi domando in che modo da qui a un anno possiamo “pesare” davvero sul prossimo discorso politico, senza essere marginali. Vedevo e vedo infatti questo rischio. 

Credo che proprio per la validità delle premesse, bisogna diventare un poco più operativi. 

Si parla di Bugliesi? Cominciamo a dialogare con lui. Ferrazzi e Pellicani, con tutti i loro limiti, sono i nostri parlamentari? Chiediamo loro che cosa hanno in testa. Puntiamo alle associazioni? Andiamo tutti a giugno a vedere cosa succede. Vogliamo ipotizzare noi una candidatura? proviamo a spingerla. Si è mosso Martini? convochiamolo e parliamoci.

Vedo buoni margini per diventare preziosi in quest’opera di cucitura. 

Ecco, io credo che ci sia tempo fino all’anno prossimo, e ci saranno senz’altro eventi forse più grandi di noi che rimescoleranno le carte. Ma credo che abbiamo molti margini di utilità se riusciamo a darci un’agenda operativa di incontri e proposte.