Ieri pomeriggio sono uscito dall’ufficio prima del solito per andare a sentire la conferenza “Tintoretto e la rappresentazione dell’Ultima Cena nelle chiese veneziane” organizzata dall’Associazione culturale Chiostro Tintorettiano alla Scuola di S. Giovanni Evangelista. La (piccola) Sala dello Stendardo gremita, con molta gente in piedi, da veneziani venuti a veder confrontate le molte ultime cene realizzate dal loro illustre concittadino. Che poi la presentazione dell’esperta sia stata imbarazzante (e non aggiungo altro) conta poco. A parte avermi fatto rimpiangere di avere perso la consueta conferenza del lunedì al Circolo Italo Britannico (sempre molto interessanti).

Finita la conferenza, di corsa alla Fenice per il concerto della pianista Yuja Wang, davvero prodigiosa, che ha incantato il teatro, pieno come un uovo, anche in questo caso affollato per la maggior parte di veneziani.

Tutto ciò per dire che questa città gode di un’offerta culturale ricca e composita, di cui fruiscono i veneziani, che ci sono e partecipano. Che, annegati nella moltitudine dei turisti, sembra che non esistano ma ci sono ed animano una vita culturale degna di una grande città. Quando pensiamo ai molti problemi e ai molti svantaggi di vivere in questa città non sarebbe male considerare ogni tanto anche il bicchiere mezzo pieno.

Lorenzo Colovini