La certa istituzione della ZLS (Zona a Logistica Semplificata), di fatto la tanto agognata ZES che era stata negata solo pochi mesi fa, a Porto Marghera e in alcune zone del Polesine, sarà uno straordinario volano di sviluppo e porterà posti di lavoro a migliaia.

È un successo di tutti: del Presidente di Confindustria Marinese, di Brugnaro e soprattutto dei nostri parlamentari PD che si sono battuti per inserirla nella Legge di Stabilità nell’ambito delle misure di sostegno a Venezia dopo i devastanti 187 cm di marea a Venezia.

A Venezia appunto.

E guarda guarda Porto Marghera si trova in quello che sarebbe il Comune di Mestre.

Domanda: se Porto Marghera non fosse stato nello stesso Comune della Venezia allagata, ai nostri rappresentanti sarebbe riuscito di inserire la ZLS come misura a sostegno della Venezia provata duramente dall’acqua alta?

La vicenda dimostra plasticamente almeno due cose: che non è vero che l’istituzione del Comune della sola Venezia d’acqua è condizione preliminare per ottenere benefici fiscali dallo Stato e che tutto il territorio, compresa la Terraferma, ha da guadagnare eccome dall’essere Comune di Venezia.

È la prova provata che la dimensione metropolitana conta per la visibilità, il peso politico e la rilevanza nazionale di questo territorio.

Con buona pace di coloro che non lo vogliono capire e vorrebbero gettare nel cesso questo punto di forza.

Lorenzo Colovini