I cori razzisti allo stadio sono odiosi (e sommamente idioti) ed è giusto che le norme del calcio prevedano la sospensione della partita in caso si manifestino.

Non è chiarissimo quello che è successo a Verona (sembra che i buuh che ha sentito Balotelli non fossero esattamente una bordata, ma c’erano) e per di più, diciamolo, Balotelli, con la storia di essere discriminato perché nero ci ha sempre marciato.

Anche per giustificare certi atteggiamenti discutibili. Però l’incidente c’è stato.

Poteva magari derubricarlo a ragazzata di qualche cretino, ma Salvini ha cavalcato l’occasione: “Balotelli è l’ultima mia preoccupazione (…) Vale più un operaio dell’Ilva che 10 Balotelli. Il razzismo va condannato ma non abbiamo bisogno di fenomeni“.

Un classico: rimuovere l’argomento scomodo, lisciare il pelo all’ala maramaldeggiante e populismo a nastro (lui sì, che pensa agli operai..).

Una ricetta comunicativa precisa.

Nonostante peraltro sulla tragedia dell’ILVA gravino diverse responsabilità, anche sue (fermo restando che i primi della lista sono i Cinquestelle). Viene da chiedersi: ma come possono i fans di Salvini bersi un gioco così scoperto?

Per quanto male si sia messi nel nostro Paese, non ci sono così tanti gonzi in giro!

Temo infatti che non siano cretini: semplicemente Salvini gode presso molti di tale autorevolezza che qualsiasi stronzata dica viene creduta.

La dicesse qualcun altro, in quelle stesse persone, scatterebbe il relè di protezione del raziocinio. Ma Salvini può.

Mala tempora…

Lorenzo Colovini