D’accordo, l’enfasi data alla lotta all’evasione fiscale, nella manovra finanziaria giallo-rossa, è sospettamente legata al fatto di avere dovuto porre alla voce “recupero evasione” un’entrata cospicua per far tornare i conti.

Vecchio escamotage che in passato non ha certo dato grandi risultati. E non giova neppure alla credibilità del Governo il susseguirsi di voci e smentite sulle misure ipotizzate, un po’ bastone un po’ carota e talvolta velleitarie, per contrastare l’evasione stessa.

Tutto vero, per carità. Resta che se un Governo – qualsiasi Governo – si pone seriamente il problema della lotta all’evasione fiscale, tutti dovremmo esserne felici.

Per gli effetti nefasti che ha sull’economia e per l’intorbidimento del senso di comunità, per il portato di iniquità che essa comporta. Semmai discutere il come ma non il perché.

Eppure ai rappresentanti della stampa di destra e ai loro lettori l’evasione (la loro!..) piace eccome.

Non lo possono dire esplicitamente però solo parlarne gli fa venire l’orticaria.. vedere Sallusti labbra tirate, sopracciglia inarcate, agitarsi nervoso sulla sedia dicendo di prendersela con i grandi evasori, le multinazionali e dopo semmai con il piccolo commerciante (ma perché dopo? Non si possono fare le due cose insieme?) è uno spettacolo.

È più forte di loro. Per loro l’aggettivo fiscale si può solo accompagnare al sostantivo condono.

Ed è, questo, un limite gravissimo della Destra nel nostro Paese.

Lorenzo Colovini