Anche Boris Johnson sembra essersi impantanato, come la May prima di lui, sull’Ireland backstop. Perché, sulla questione del confine con l’Irlanda, emerge inevitabilmente che il Regno Unito, se vuole la Brexit, deve rinunciare a qualcosa.

A noi interessa poco, tutto sommato, ma se fossi un suddito di Sua Maestà che all’epoca del referendum ha creduto ai brexiteers e votato leave sarei furioso con me stesso per aver dato loro credito.

Mi avevano fatto credere che con la separazione saremmo stati tutti più ricchi e felici. Salvo poi scoprire che non solo sarà tutto il contrario ma soprattutto che i brexiteers non avevano minimamente previsto i problemi connessi alla separazione e/o li avevano derubricati a dettagliucci da risolvere facilmente dopo, in fraterna collaborazione tra le parti. Si è visto.

E sì che il problema del confine Eire/Ulster era sotto gli occhi di tutti e non ci voleva un genio..

Non so voi ma io ho già sentito parlare di dettagliucci che si sistemano facilmente “dopo”, l’accusa di essere una Cassandra a chi razionalmente evidenza le enormi criticità di un’altra separazione a noi vicina. E ho già visto, anzi vedo con inquietudine, la incosciente rimozione dei problemi che quest’altra separazione comporterebbe.

Sì, i brexiteers ricordano parecchio i Mestrexiteers. Speriamo che i nostri concittadini siano più saggi degli amici inglesi.

Lorenzo Colovini