Sul Fatto Quotidiano del 2 ottobre Andrea Scanzi, nel suo consueto gustoso stile ironico, se la prende con i molti, troppi a suoi dire, giornalisti che sono scontenti senza sapere perché del Governo in carica.

Ce n’ha per tutti, da Damilano all’Annunziata, da De Angelis alla Aprile, non risparmia neppure icone sacre del suo pantheon personale come Saviano e Diego Bianchi.

Tutti colpevoli, più o meno, di non mostrare sufficiente entusiasmo per il governo giallorosso, tutt’al più di riconoscere al Conte bis solo il minimo salariale, ovvero aver sloggiato Salvini dalla stanza dei bottoni. Concludendo piccato con un “oh ragazzi, ma l’avete capito o no che così fate il gioco di Salvini?”

Ennesima dimostrazione, questo articolo di Scanzi, di quanto le narrazioni della realtà possano essere molteplici e molto diverse a seconda dei punti di vista.

Sì, perché Scanzi dal suo punto di vista va capito. Lui e i suoi compari del Fatto fanno da anni una battaglia senza quartiere per spalleggiare i Cinquestelle da sinistra e l’avvento del Conte bis è il compimento dei loro sogni.

Come osano i colleghi non partecipare della loro gioia sacrosanta?

Verrebbe però da chiedere a Scanzi, ma scusa quando tu sparavi fango (per non dire altro..) a Renzi qualsiasi cosa dicesse e facesse, non era, quello lì, fare il gioco di Salvini?..

Lorenzo Colovini