Matteo Richetti, stamattina a Omnibus (La7) è stato efficacemente critico e sferzante col premier Conte e un certo ambientalismo à la page fatto solo di vuote enunciazioni. Vuoi per esempio affrontare seriamente – dice Richetti – il tema dei rifiuti e delle discariche abusive? Pensa a un piano serio di termovalorizzatori, a una efficace organizzazione della raccolta differenziata e del riciclaggio. Metti in atto strategie concrete e risposte vere. Se l’atteggiamento è, al contrario, fermarsi agli slogan green economy, carbon free, new green deal, ecc. non si va da nessuna parte.

Richetti vince facile perché l’obiettivo della sua critica era Conte, che impersona mirabilmente il concetto di vuoto pneumatico (e non solo parlando di temi ambientali). Però la questione è generale e molto seria: il tema ambientalista troppo spesso è agitato a vuoto e, a sinistra, strumentalizzato. Nel senso che è utilizzato come qualcosa che mette d’accordo tutti, un po’ come l’ormai logora lotta all’evasione fiscale.

Vale certamente per il governo giallorosso ma, attenzione, anche a casa nostra l’ambiente è ad oggi l’unico elemento sostanziale di comunione tra l’arcipelago di associazioni e movimenti che sta cercando una candidatura unitaria anti Brugnaro. E c’è il rischio che ci si fermi a quello come massimo comun denominatore.

Sarebbe esiziale: Cà Farsetti deve essere contesa con una proposta articolata e fattibile. Venezia Capitale Verde Europea può essere la ciliegina, non la torta.

Lorenzo Colovini