Le analisi fatte per iniziativa dell’associazione Plastic Free Venice Lagoon sul contenuto di materiale plastica nel Canal Grande hanno evidenziato come era peraltro scontato, la presenza diffusa (e concentrata) di plastica e microplastica, componenti gommosi, svariati micro-inquinanti, tutta roba cancerogena che entra nella catena alimentare.

Naturalmente non è che il Canal Grande è una specie di cloaca, il Canal Grande riflette esattamente la situazione drammatica dell’inquinamento da plastica in tutto il pianeta e la dissennata diffusione dell’usa e getta e delle confezioni monouso.

Per fortuna appaiono segni di ravvedimento e di responsabilità ambientale sempre più significativi. Va in questo senso sottolineata l’iniziativa dell’AVA (davvero lodevole) che ha dichiarato guerra alle confezioni monouso di shampoo, sapone, marmellatine e acqua, distribuendo borracce d’acciaio agli ospiti. Sarebbe interessante (ma sono sicuro che il Direttore di AVA, l’amico Claudio Scarpa, ci ha già pensato) avere qualche dato a consuntivo di quante meno bottiglie (anche solo le bottiglie..) di plastica sono state utilizzate dopo qualche mese di esercizio a regime.

L’iniziativa dell’AVA sarà stata certamente preparata e pensata, anche a livello di comunicazione agli ospiti. Non certo un passaggio da prendere sottogamba ma, oggettivamente, non una cosa complicatissima. Un relativamente piccolo sforzo ma con enormi risultati. Essere ambientalisti responsabili si può. E non occorre essere integralisti o preconizzare un ritorno alle caverne.

Lorenzo Colovini