Gran giro di chiacchiere a tutti i livelli sia dentro il Pd che sulla vicenda Russiagate.

Se ci fosse un partito serio e solido farebbe un can-can su questa vicenda di Salvini da assordare il Paese.

Che non è una quisquiglia o una cosuccia. Potresti arrivare a configurare persino una questione di “alto tradimento”.

O comunque dovresti occupare le pagine dei giornali, convocare conferenze stampa, presidiare il Parlamento.

Altro che i Grillini o i Leghisti sulle vicende della scorsa legislatura.

Che erano pretesti. O tutt’al più pinzillacchere.

E invece voci flebili, come al solito.

Tutte comprese a rimirarsi l’ombelico: “dobbiamo fare la rivoluzione dentro il PD”.

Per carità, va bene: voglio vedere dove e cosa porterà questa rivoluzione zingarettiana.

La rivoluzione devi imporla, devi farla vedere con i fatti, devi farla sentire con parole di pietra: e invece…scusi, vorrei fare la rivoluzionedentro il PD!

Anche Calenda… o Renzi che declama un’altra Leopolda… giochi di posizionamento

Poi è estate e arriva il generale Agosto.

Tutto passa dai lettini delle spiagge e dal chiacchiericcio giornalistico, largamente asservito o al più con il sopracciglio appena appena sollevato.

Se fossimo in un qualche Paese a cultura anglosassone i Giornalisti (G maiuscola) a Salvini e alla sua banda di trafficanti gli farebbero un culo che dovrebbe dimettersi nel giro di pochi giorni, senza se e senza ma.

Facciamocene una ragione.

Franco Vianello Moro