La vicenda Sea Watch ha dato la stura, more solito, allo scatenarsi di opposti estremismi, ambedue fuori luogo. Da un lato insensati peana (addirittura si è scomodata Antigone..), dall’altro attacchi ferocissimi alla giovane Capitana della nave. Colpiscono in particolare questi ultimi. Per il livore, l’aggressività disumana, l’assenza di misura, la mancanza assoluta di pietas.

Viene da chiedersi chi sono questi nostri concittadini. Viene da chiedersi quanti sono, soprattutto. Quanti, tra i nostri simili che troviamo fianco a fianco sull’autobus, in fila al supermercato, con i quali magari scambiamo due parole sul caldo o sul ripescaggio in B del Venezia, trovano normale augurare le peggiori sevizie sessuali a Karola, a sua madre, perfino alla nonna.

Non credo ci si possa illudere con il mito di italiani brava gente sobillati per convenienza elettorale da un politico spregiudicato e astuto. Temo semplicemente che questa mentalità vomitevole covasse da tempo nella pancia del Paese e oggi si senta sdoganata, autorizzata a palesare pensieri di cui prima si vergognava. Salvini è cioè un effetto, non una causa.

Viene da chiedersi se siamo sempre stati così e se no, quando abbiamo cominciato questa mutazione genetica. E soprattutto perché.

Colpa di Berlusconi (maddai!..)? Della crisi economica? Degli scandali? Dei social? Del crescente analfabetismo culturale?

Nescio. Sed fieri sentio. Et excrucior.

Ma già, sai a questi di Catullo che cosa può fregare..

Lorenzo Colovini