Ci sono quelli che hanno sempre votato a sinistra, a prescindere. Ne comprendiamo tutti lo scoramento.

Ma pensate ai liberals. Quelli, come chi scrive, insieme riformisti e conservatori, laici, pragmatici, redistribuzione sociale ma anche riconoscimento del merito, sviluppo e ambientalismo senza fanatismi, diritti individuali sì ma senza eccessi. Nel nostro Paese hanno avuto sempre varie alternative dove indirizzare il voto se il partito “capofila”, quale che fosse (DC, PDS, PD o financo FI), non li soddisfaceva.

Oggi questi moderati/centristi/liberals non hanno che una scelta potabile: il Partito Democratico. I cinquestelle Dio mi scampi, Lega e FdI improponibili, FI in coma terapeutico… per la prima volta non c’è  alternativa, non c’è un PRI o una Scelta Civica: possono solo aggrapparsi al PD. Devono votare PD.

Immaginatene lo sconforto nel vedere “ancora di salvezza” Zingaretti da Vespa o da Floris gongolare soddisfatto, aria paciosa da parroco di campagna, per il risultato del PD. La sensazione di assoluta inconsapevolezza e/o disinteresse (non saprei dire quale più grave) del disastro di un Paese incarognito e sull’orlo del baratro finanziario. E dell’incapacità di parlare a certi elettori (spaventosa la mappatura del voto nel nostro Comune). Solo vuoti slogan, “titoli”, senza mai dare la sensazione di voler davvero mettere la mani nel fango..

E Zinga a cinguettare, tra frizzi e facezie, il peana per il 5% in più.

Che cosa c’è da ridere, che cosa??

Lorenzo Colovini