Il clamoroso pronunciamento da parte dell’UNESCO favorevole all’ipotesi Grandi Navi a Marghera (pure approvando lo scavo del Canale Vittorio Emanuele) promuove in pieno l’equilibrata e sensata proposta di Roberto d’Agostino, sposata poi da Porto, Comune e Regione e ha comprensibilmente costernato il modo ambiental-chic (Italia Nostra e compagnia cantante) che deve essersi sentito come investito da un TIR. Era stata Italia Nostra ha chiamare in causa l’UNESCO chiedendo e ottenendo la messa in mora dello Stato per i problemi di conservazione della città e della Laguna e la minaccia di inserire questa nella danger list dei siti patrimonio dell’umanità in pericolo.

Oggi dunque è difficile da digerire che l’UNESCO, nel dibattito su come evitare il passaggio delle Grandi Navi per il Bacino, sposi in pieno la soluzione che considerano il male assoluto. E li costringe a difese imbarazzate e in parte comiche tipo “l’UNESCO non sapeva del deposito GPL a Chioggia”… che non c’entra una cippa.

Intendiamoci: l’UNESCO verso Venezia ha avuto un approccio assai superficiale. Burocrati parrucconi poco credibili quando emettevano gli editti minacciando la danger list, lo restano oggi con questa pronuncia inaspettata. Però per gli ambiental-chic era un totem, era l’Autorevolezza fattasi istituzione (“anche l’UNESCO la pensa così!”). Traditi dall’amore di una vita, adesso gli rimane Toninelli…

“Anche Toninelli la pensa così!”. A proposito di autorevolezza e credibilità…

Lorenzo Colovini