Domenica si andrà a votare finalmente. Qualunque sia il vostro intendimento politico, votate per uno schieramento dichiaratamente europeista. Per varie ragioni.

Innanzitutto di carattere ideale e culturale: ricordiamo sempre che nessun altro luogo del pianeta ha contribuito quanto il nostro continente al progresso della civiltà umana. E la nostra stessa identità nazionale si definisce e si attua, storicamente e culturalmente, in relazione o meglio ancora come parte integrante di dell’identità europea.

Il secondo motivo è di pura convenienza: l’Europa è l’unica chance di evitare di diventare provincia del mondo dopo esserne stati capitale, dal V secolo a.C. a oggi. È indispensabile affrontare la competizione internazionale (a tutti i livelli) come un blocco unico, altrimenti ci auto-condanneremo all’irrilevanza.

Se le motivazioni ideali e utilitaristiche non vi bastano, fatelo allora per rovesciare una secchiata di m… in testa agli imbonitori da quattro soldi del “padroni a casa nostra”. Un’evidente sciocchezza perché se un Paese non ha le dimensioni e la struttura competitiva per confrontarsi nel mondo non è affatto padrone del suo destino. La cittadella chiusa e autoreferenziale, protetta da mura (o muri..i, è superata dai fatti e dalla storia.

Vero che molte cose non funzionano in questa Europa, ma guarda caso sono quelle che derivano da scarsa integrazione. La risposta alle attuali difficoltà è più Europa, non meno Europa.

Lorenzo Colovini