Certo, non da oggi vale il primum vivere deinde philophari.. ma il presidente del Brasile Jair Bolsonaro è un uomo d’azione e vuole applicare la raccomandazione di Hobbes alla lettera. Ha annunciato che il Ministero dell’Istruzione sta studiando la decentralizzazione degli investimenti (leggasi “taglio dei finanziamenti”) dalle facoltà di filosofia e sociologia. Meglio concentrarsi su materie che “generano un ritorno immediato per il contribuente, come veterinaria, ingegneria e medicina”.

In effetti non fa una grinza, se ho mal di pancia o devo riparare il tostapane non mi aiuta granché conoscere la concezione ontologica eleatica. Tuttavia, lascia un po’ interdetti come Bolsonaro precisa la ratio della sua filosofia (ops, pardon…): “il ruolo del governo è di rispettare il denaro dei contribuenti, insegnare ai giovani a leggere, scrivere, perché acquisiscano competenze che generino un reddito per la persona e garantiscano il benessere della famiglia, che migliora la società attorno a loro”. Ma siamo proprio sicuri che alla società basti saper leggere, scrivere e far di conto? Che il grado di benessere e di felicità di una società sia misurabile solo attraverso l’appagamento materiale? Non è che l’attitudine all’analisi critica, le capacità di astrazione, la tensione alla conoscenza dei cittadini siano altrettanto importanti e funzionali alla salute di una società?

Forse il punto sta proprio nel volere elettori non così inclini all’analisi critica…

Lorenzo Colovini