Nella trasmissione Omnibus (La7) di stamane si è assistito ad una plastica e agghiacciante dimostrazione del modo di intelligere il mondo del popolo pentastellato. Di fronte all’ovvia constatazione, neppure polemica, di Enrico Zanetti (già vice Ministro dell’Economia nel governo Renzi) che il decreto salva Carige è identico, parola per parola, a quelli fatti dai governi precedenti in situazioni del tutto analoghe, il contraltare, parlamentare pentastellato, si è prodotto in una surreale dissertazione circa il fatto che no, non è vero. Che loro tutelano i risparmiatori e gli altri tutelavano le banche, che la situazione è precipitata a causa dei governi precedenti, che è colpa del bail in e di chi l’ha voluto e simili amenità.

Sarebbe peraltro stato umanamente comprensibile se il pentastellato si fosse arrampicato consapevolmente sugli specchi per sfuggire all’inevitabile osservazione che il Governo sta facendo la stessa cosa per cui i precedessori erano stati all’epoca coperti di fango (per di dire altro). Invece no: non c’era in lui quel minimo di imbarazzo, quell’atteggiamento magari involontario di captatio benevolentiae che si ha quando si sa di sostenere una causa disperata.

Il Nostro era spavaldo, sicuro di sé, per nulla intimorito dal background professionale degli interlocutori. E forte di una certezza granitica: “loro” sono i buoni, gli “altri” sono i cattivi.

Così è. E più non dimandare

Lorenzo Colovini