È del tutto evidente come il turismo di massa incontrollato e lasciato a sé stesso stia producendo tali e tanti disastri per la qualità della vita in città e per la sua stessa immagine che risulta difficile pensare ad un rimedio che non sia drastico e inequivocabile: la riduzione del numero degli accessi in città. D’altra parte, molta parte del sistema dell’economia cittadina si fonda solo e soltanto sulla quantità ed è con i suoi operatori che bisognerà trovare modi e forme di gestione avendo però come obiettivo irrinunciabile il bene collettivo e il rispetto per la città e i suoi abitanti. Da questo punto di vista l’Amministrazione deve essere in grado di fare scelte anche dolorose ma siamo certi con l’appoggio della stragrande maggioranza della cittadinanza. Da tempo è stato studiato e presentato il progetto Pass4Venice che non solo risolverebbe il problema della regolamentazione degli accessi ma anche sarebbe in grado di fornire alla città risorse economiche formidabili e per via autonoma senza dover pietire a Roma improbabili trattamenti di favore (ancorché giustificati). Con l’ulteriore vantaggio che la creazione di hub di acceso potrebbe costituire la piattaforma per una seria, massiccia, penetrante, campagna di sensibilizzazione rivolta ai visitatori di cui francamente sembra esserci molto bisogno. Si tratta di avere il coraggio politico, l’energia, la convinzione e la pervicacia per affrontare il progetto e le sicure molte difficoltà di implementazione. Ma, qui ed ora, si presenta all’Amministrazione Brugnaro la responsabilità storica di affrontare un tema ormai ineludibile ed all’opposizione l’onere di una responsabile collaborazione per perseguire il progetto. Tutto quanto sopra senza dimenticare la piaga degli affitti ad uso turistico – anche qui i giornali di questi giorni hanno prodotto molti e circostanziati servizi e approfondimenti – perché anche questa specifica attività è figlia di una disastrosa sottovalutazione, per l’impatto che avrebbe avuto in particolare per la città di Venezia, che la Regione Veneto ha compiuto nel promulgare la LR 11 del Giugno 2013. Il Comune di Venezia attraverso il suo Sindaco e la sua Giunta non può rimanere passivo e inerte limitandosi a produrre solo una valutazione di carattere economico circa i mancati versamenti della tassa di soggiorno per queste tipologie di strutture ricettive. Serve un’azione molto più incisiva e radicale che favorisca gli affitti ad uso residenziale e disincentivi fortemente quelli ad uso turistico. Insomma, hic Rhodus hic salta: dopo tanti proclami vigorosi (e per la maggior parte vuoti di contenuto) è giunto il momento per l’Amministrazione di dimostrare nei fatti lungimiranza e coraggio.